domenica 13 marzo 2011

ARIA LIMITATA | SALVATORE MANZI | FRANCO RICCARDO ARTIVISIVE

19. 2. 2011 | 14. 3. 2011

La crisi economica, sociale e antropologica è direttamente proporzionale e consequenziale a quella dell’arte, e alla produzione artistica in generale, in quanto manifesto e rappresentazione contemporanea di noi stessi, della nostra società. Un tema quanto mai attuale, che non ha mai smesso di assillarci, quello della crisi. Ed è proprio “L’arte in crisi” il titolo del progetto della Galleria Franco Riccardo, a Piazzetta Nilo a Napoli, che fino al 14 marzo 2011 ospiterà l’artista Salvatore Manzi (classe 1975), con una mostra dal titolo “Aria Limitata”. La video arte di Manzi si pone agli antipodi di tutta la produzione artistica contemporanea, che guarda e prende spunto dal linguaggio cinematografico, nel romanzare le immagini visive e renderle gradevoli. A Manzi non interessa la narrazione, egli esemplifica uno stile antinarrativo, una sorta di pittura in movimento, che scorre sottoforma di immagini sullo schermo. Le immagini creano una tensione emotiva, un senso di costretta sopravvivenza, di scelta obbligata, di alienazione. L’aria limitata in questione è il suo spazio abitativo, in tutta la sua apparente semplicità, nasconde invece una continua e disperata necessità di volere qualcosa di più, nello spazio come nelle scelte di sempre. Manzi sottolinea come le decisioni umane siano influenzate da fattori del tutto esterni alla nostra volontà, rimanda al concetto di potere decisionale che, in fin dei conti, non sempre può caratterizzare positivamente la nostra esistenza. Il tutto è sagacemente sottolineato dalla traccia sonora di Giuseppe Fontanella, chitarrista dei 24 Grana, che crea una certa drammaticità, quasi teatrale. I temi più frequenti delle video proiezioni di Salvatore Manzi sono: il lavoro, la politica e la denuncia sociale. In uno dei suoi più significativi video:“Informazione”, riprende in modo amatoriale un giornalista della Sky News 24 nell’atto di informare gli spettatori sui primi risultati delle votazioni, per il referendum voluto dall’azienda dello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco il 22 giugno 2010; una voce fuori campo, quella di un operaio registrata e montata in loop, sovrasta il sonoro dell’informazione pre-montata, televisiva. Oppure il video dal titolo “Da dentro”, che rappresenta in modo crudo e senza filtri la realtà dei penitenziari femminili, dove le donne italiane sono costrette a vivere lontano dai propri figli se hanno compiuto il terzo anno d’età: da una finestra a sbarre si intravede un televisore che trasmette l’immagine in movimento di una bambina che gioca. La video arte di Manzi induce a continue riflessioni, indaga, scruta e rappresenta la realtà attraverso il suo occhio cinico, ma profondamente coinvolto.

Manuela Palma

sabato 15 gennaio 2011

All'epoca dei romani il territorio che si estendeva tra la città di Capua e le zone vesuviane, fino a toccare il nord col monte Marsico, veniva definito CAMPANIA FELIX. il fiume Volturno assicurava un raccolto ricco e quindi possibilità di vita prospera.Questo accadeva diverso tempo fa. Col passare delle epoche l'Italia si è evoluta portandosi sulle spalle il peso di quello che era stato il suo grande patrimonio, il cuore fertile, dalle pulsazioni ormai sempre più lente.Ad oggi, la Repubblica Italiana ha cambiato faccia: dalle poltrone governative si levano voci che inneggiano alla secessione, dita puntate sul nuovo angolo felice dal Paese: la val padana. Il nome Padania, coniato in politica negli ultimi decenni, circoscrive la valle del Po, il grande fiume, che nasce dal Piemonte fino a bagnare Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. 27.636.855 persone vi risiedono producendo il 59,9 % del prodotto interno lordo. Già nel 1823 Napoleone Bonaparte e Immanuel de Las Casas avevano inquadrato il prospero territorio padano, etichettandolo come una delle zone più fertili e ricche del paese. E avevano ragione.

Economia, politica, situazione sociale, tutto sembra distaccare il meridione coi suoi nostalgici fasti dalla nuova isola verde. Ed è proprio il verde il colore dell'Italia che lavora, quella muscolosa, che trascina.
Gli artisti di Largo Baracche raccontano il nuovo "paradiso" italiano con “Padania Felix”, l'iniziativa che dal 28 gennaio aprirà i battenti nell'ex rifugio antiaereo dei quartieri spagnoli.
Diversi i talentuosi protetti di Largo Baracche che, lavorando col verde, rappresenteranno il passaggio così palese e stridente dalla storica Campania Felix ad una modernità tutta settentrionale.
Elio Varuna, Franco Lo Svizzero, Corrado Lamattina, Maria Giovanna Ambrosone, Arturo Ianniello, Alessandro Calizza, Elpidio Ziello, questi i creativi, tutti meridionali, che esprimeranno un parere personale sulla novella parte felice d'Italia.

Largo BaraccheNapoli

Inaugurazione 28 Gennaio ore 19

Dal 28 Gennaio al 15 Febbraio

A cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo, Pietro Tatafiore

venerdì 17 dicembre 2010

SHOOT ME ! | MARTA JOVANOVIC | LARGO BARACCHE



SHOOT ME ! | MARTA JOVANOVIC | LARGO BARACCHE

A cura di Jovana Stokic

LargoBaraccheProject a cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore in collaborazione con BOSI Artes

Inaugurazione 23 Dicembre ore 19

23. 12. 2010 | 14. 1. 2011

Il camerino, l’attesa, la cipria, la toilette, sono tutti tratti emblematici di una vita intera. Ti guardi allo specchio, aspetti i riflettori, tamburelli le dita mentre il maquillage si asciuga. Ripeti più volte la parte, ti ricordi l’ordine dei passi, l’adrenalina dietro il sipario sale, invadendo sangue e pelle, il rituale “merda” e via sul palcoscenico si va in scena, tutto dura pochissimo, la velocità di uno schiocco di dita, messo in pratica sotto lo scroscio dell’applauso tanto atteso. Il tempo si racchiude in un cumulo di emozioni surriscaldate dallo uno scenario da rappresentare. L’opera, il gesto, la creazione mettono tutti in moto trascendentalismi obsoleti senza ricordare che è proprio l’adrenalina ciò che vuole suscitare l’artista nel suo pubblico. Ed allora perché non riproporre l’opera, sotto l’aspetto di una fetta di realtà senza ricorrere a rappresentazioni figurative? Perché non assoldare persone comuni e trasformarle ballerine per poco più di dieci minuti? Di certo è che questo progetto, conclamato oltre manica è una festa in itinere pregna di una simbologia contemporanea ed attinente alle nuove forme e formule perché no, di comunicazione. Dietro l’obiettivo Marta Jovanovic è pronta a catturare di tutto, una protagonista non-protagonista tesa alle nuove realtà che circondano un mercato spesso effimero come può essere quello dell’arte in questo momento. Ed allora perché oltre l’effimero kitsch che ci ha anche abbastanza stufato, non poter proporre vere e proprie emozioni come quelle di una prima o dell’attesa prima di andare in scena? Perché rimanere rintanati dietro l’opera quando questa rimane il più grande mezzo di comunicazione mai esistito? Tutto questo mi stuzzica non poco. Il piacere di essere acciuffata nel bel mezzo di una mia idiosincrasia con il movimento corporeo, mi solletica. La grinta di questa mostra in movimento è accessibile a chiunque, la si sente fin dalle prime parole dell’artista per descriverla, una passione che dura dalla più tenera età e che si nota di gran lunga, permane tutti i suoi gesti e le sue scelte e che in fondo l’ha portata a Napoli dopo una sua personale nella Grande Mela. La proliferazione di ormoni, di sensi e guizzi spesso hanno legato queste due città totalmente trasversali ma, pur sempre molto simili. Non è un caso che Shoot Me !, venga proposto nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Non è un caso che verranno scelte persone totalmente differenti per essere immortalate, e non vedo l’ora di poter ammirare un guardiamacchine in tutù oltre che una bella ragazza della “Napoli Bene”. Grazie al “Dance Researshal” saremo circondati da truccatori, parrucchieri, costumisti proprio come in un teatro e questa volta andrà scena il pubblico e l’artista starà a guardare. Tutto questo permetterà di portare avanti un discorso partenopeo sul ripristino di una scena autentica ed attuale dell’arte stessa. Parole come g-local in questo momento potrebbero risuonare fredde ma, è di questo che stiamo parlando. Di uno scenario resto concreto nel giro di anni e con la volontà di molti ad elevare le sorti ed il contesto della nostra realtà.

Aurosa Alison

Largo Baracche | Quartieri Spagnoli | Napoli

www.largobaracche.org | largobaracche@gmail.com | +39 3933641664

sabato 13 novembre 2010

OSSA OSSIA MESSIA | FRANCO LO SVIZZERO | Largo Baracche & 1 Opera



L' artista Franco Losvizzero presenta presso la galleria "1 Opera" e nello spazio espositivo "Largo Baracche" di Napoli la sua prima personale partenopea.
Una serie di lavori dedicati alle "ossa bianche del nostro inconscio" andranno a segnare un ulteriore tappa alchemico/metafisica nel ritratto di questo giovane artista. Come una struttura, complessa e radicata, Losvizzero immagina un' impalcatura o grotta, capace di sostenere strati e rimembranze del nostro vissuto, traumi e immagini, non solo religiose, impresse a ferro e fuoco nell' anima, "...nelle cavità oscure della carota ove il coniglio bianco esplora e sposta memorie comuni ad un mondo delle meraviglie o semplicemente ad un buco vuoto e profondo! Infinitamente profondo.." (F.L). "La scala nel buio" oppure "La porta della cantina" (in inglese "The cellar door" che fa riferimento alla frase che appare nel film fantastico Donnie Darko di Richard Kelly - Dove si ritiene sia una apertura verso una nuova percezione della realtà) sono tutti titoli possibili per un viaggio che piú volte l' artista intraprende; in questa mostra Losvizzero si confronta con la parte oscura, sotterranea, quella che nasconde ma che spesso "vomita in superficie rigurgiti velenosi".
OSSA OSSIA MESSIA racconta del contenuto e non del contenente, della merda intestinale e non del sorriso ammiccante, del buco nella terra madre dell' alchimia: di Napoli. Capitale del budello sotterraneo alla stregua di Roma, dove l' artista nellla notte Bianca del 2006 presentava nelle catacombe "La Giostra" con otto personaggi surreali e i suoi robot luminescenti.
Lo spazio di Largo Baracche, un budello sotterraneo, é il perfetto percorso per entrare come lui afferma "nel ventre della montagna" (detto alla Jodorwsky) di questo artista ormai lanciato in una serie di successi tra Berlino (con la mostra APOCALISSE XXI, 8-30 Ottobre 2010) e New York (con la mostra Anima' LS, conclusa il 4 Ottobre 2010), dalla finale del Premio Cairo al Museo della Permanente di Milano (27-31 Ottobre 2010) a The White Cellar negli ex Palazzi Fiat di Torino (3-7 Novembre 2010). Considerato tra i nuovi "artisti cannibali" e come rappresentante del Nuovo Surrealismo Italiano (almeno in Germania questo era il sottotitolo della mostra) Franco Losvizzero spazia dalla Performance alla video arte, dalla pittura all' istallazione, dalla scultura alla fotografia, al cinema (vincitore con il film N.Variazioni - 90 min. Colore ITA - alla Sez. di Cinema Sperimentale del Festival Internazionale del Film Di Roma con protagonisti: Violante Placido, Luca Maria Patella, Pierluigi Coppola).
L' uso del bianco, le sculture meccaniche, le performance del coniglio (una donna completamente nuda, dipinta di bianco, con una maschera da coniglio, si aggira nelle fiere e sulle sculture meccaniche di Franco Losvizzero) lo hanno reso riconoscibile, i disegni e i quadri piu' intimi ci sveleranno la materia di cui é fatta l' arte di un artista che guarda lontano... nei meandri del suo inconscio.


a cura di Giuseppe Ruffo, Pietro Tatafiore, Mariano Ipri
Largo Baracche in Piazza Baracche (Quartieri Spagnoli)
Venerdí 19 Novembre 2010, ore 19.0
musiche originali di: Ludovico Van Piazza
periodo: per 4 settimane dall' apertura

Info : largobaracche@gmail.com

www.largobaracche.org

tel. +39 3933641664

giovedì 16 settembre 2010

Arturo Ianniello

Superficie Tempo 04

1 Opera
Inaugurazione 24 Settembre ore 19
Dal 24 al 15 Ottobre 2010
A cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo, Pietro Tatafiore

1Opera Gallery cambia nome: dallo scorso luglio la galleria di via bellini è diventata 1Opera. Nome nuovo ma obiettivi di sempre: nel cuore del centro storico di Napoli lo spazio espositivo continua il suo viaggio attraverso l'arte contemporanea proponendo al pubblico singole opere di artisti nazionali e internazionali, inserendosi a pieno titolo tra le tappe obbligatorie di chi vuole avvicinarsi all'arte in questa città.
I lavori non si fermano nella galleria di via bellini 26, prova ne è la prossima mostra dello scultore salernitano Arturo Ianniello, che verrà inaugurata il 24 settembre e che resterà aperta fino al 15 ottobre.
Superficie 04, questo il nome della mostra, presenterà al pubblico metalli inquieti e senzienti, sospesi tra natura organica e oblio minerale, veri e preziosi ricettacoli di memoria. Provengono da antiche botteghe artigiane, da fattorie abbandonate, da giacimenti di archeologia industriale scovati in giro per le terre del Vallo di Diano e dei Monti Alburni.

Il postmoderno cede il passo alla rivisitazione del moderno. L’ornamentale, il frivolo, il corrivo, sono lasciati alle spalle in nome dell’essenziale e del severo, del nucleare, dell’introspettivo.

Un tentativo di lasciarsi alle spalle le dottrine sull'arte degli ultimi trent'anni, dove forma e sostanza riprendono ad essere il connubio che in fondo sono sempre stati.

1 Opera
Via Vincenzo Bellini 26
80100 Napoli tel. +39 3933641664
Email: info.1opera@gmail.com www.largobaracche.org

domenica 13 giugno 2010

MORTI BIANCHE







Largo Baracche, Napoli
Inaugurazione 25 Giugno ore 19
Dal 25 Giugno al 30 Agosto 2010
A cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore
Artisti: Maria Giovanna Ambrosone, Vittorio Formisano, Corrado LaMattina, Leskin, Elpidio Ziello




Si definiscono morti bianche quei decessi che avvengono sul luogo di lavoro a causa di scarsa sicurezza, specialmente nei settori dell'edilizia, della siderurgia e nelle miniere. L'assenza di un esplicito responsabile di questi lutti ha portato a definire BIANCHE queste morti, che in Italia flagellano i lavoratori in maniera crescente, specialmente negli ultimi anni.
Le vittime di queste tragedie hanno già raggiunto quota due milioni e mezzo nel mondo, e una buona parte di questi sono bambini.
I giovani artisti di largo baracche tentano una nuova riflessione sul fenomeno, riportandolo sotto i riflettori tramite l'arte e quindi l'innovazione creativa. Un approccio diverso alla questione, che proietterà luce sulle vittime della disattenzione dando voce ad un universo di cui non si parla mai davvero abbastanza, a dimostrazione che guardare alla società contemporanea con uno sguardo diverso è possibile, indagando una questione che ci riguarda tutti attraverso l'occhio speciale dell'arte.




Largo Baracche Quartieri Spagnoli Napoli tel. +39 3933641664
www.largobaracche.org largobaracche@gmail.com

martedì 11 maggio 2010

OBEY TO 1OPERA GALLERY



PEACE AND REVOLUTION by SHEPARD FAIREY

Un’Opera
Inaugurazione 28 Maggio ore 19

Dal 28 al 15 Giugno 2010

A cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo, Pietro Tatafiore

Per la prima volta a Napoli negli spazi della galleria Un’Opera , sarà presentato un lavoro della nuova super star americana Shepard Fairey, in arte OBEY; Peace and Revolution è il nome dell’opera in edizione limitata.

La sua esperienza artistica inizia con la produzione del suo primo sticker, "Andre the Giant has a posse", un adesivo nato nel 1989 che ritrae il volto del noto lottatore di Wrestling, un’impronta lasciata impressa nella memoria visiva, analoga ad vera e propria operazione di pubblicità subliminale. Tuttavia in questa circostanza il prodotto non esiste e sotto il volto del Gigante compare la scritta Obey, presa in prestito da They Live, film diretto da John Carpenter nel 1988.

Nasce cosi la campagna “Obey Giant”, aumentando a dismisura l’affissione in numerosi città, creando interesse e riflessione sul significato di “spazio pubblico”, propaganda e controllo.

Nel 2008 l’artista produce il poster blu-bianco-rosso di Barack Obama, con la scritta HOPE e PROGRESS immagine simbolo della campagna presidenziale del neo Presidente americano.

Dopo vent’anni di produzione artistica il museo di Boston dedica a Shepard Fairey una mostra monografica, didascalica, per celebrare il concetto "icona".
I più importanti musei del mondo stanno inserendo Shepard Fairey nelle loro collezioni; l'artista è stato presentato nell'autunno inverno 2009/2010 presso il MACRO Future di Roma nella mostra collettiva "Apocalypse Wow!".

Un’Opera Via Vincenzo Bellini 26
80100 Napoli tel. +39 3933641664
Email: 1operagallery@gmail.com